Il Corpo e` l’ Anima : dipinto in scultura da Carmelo Crea (di Giuseppe Selvaggi)

Il corpo e`l’ anima delle cose , perche’ noi siamo il corpo . La Bellezza e` il corpo , nostro e delle cose . Anche la Musica , arte in apparenza astratta in quanto non toccabile , e` materia concreta, perche’ entra nei nostri sensi , che sono il corpo . Altrimenti la Musica non esiste . La Materia e` l’  Arte , assioma  di ogni generazione di artisti nell’ Avanguardia Continua ch’ e` il cammino delle arti e della poesia . Questa , scritta , esiste in quanto penetra , viene prodotta dal corpo dell’artista e penetra nel corpo del consumatore . Il mondo attuale ha recepito questa realta` , semplice nella sua assoluta complessita` . L’ arte moderna e` piu` futuribile , nel senso di destinata a relativamente restare nel tempo , perche’ pone la sua spiritualita`- superandone il concetto retorico e falsante – nella realta quale e` . Anche le informalita` e le astrazioni derivano da frammentazioni della materia . Una parola infatti in largo uso , spontaneo , e`”materico” . Corpus : e` l’ insegna della civilta` in cammino . Lo avevano del resto scoperto i Greci , leggi , in prima , Saffo . Sto parlando ,con questa premessa ,di uno scultore-pittore pressoche’ inedito , Carmelo Crea .

Tanta premessa per Carmelo Crea ? Si . Ogni affermazione sopra ricordata e` rivolta alla sua opera di ceramista , polivalente arte determinata dalle mani e dagli occhi , insieme in azione . Le sollecitazioni su cio` che oggi , e di piu` domani ,e` il rapporto tra la produzione d’ arte – questa specie di latte dell’anima – e l’ insieme di sentimenti e problemi che sono il nostro corpo , ed il corpo delle persone amate , ammirate , desiderate anche se incontrate un solo attimo dello  sguardo , queste tante sollecitazioni e` possibile viverle dinanzi alle immagini plastiche di Carmelo Crea . Un artista che si insedia nella perenne attualita` , che e` modernita` autentica , della simbologia e del linguaggio del corpo .

Crea inserisce il nudo , nelle sue ceramiche a rilievo su formelle piatte -vicine quindi alla pittura – in un contesto narrante di paesaggio . E` quasi sempre un paesaggio ricomposto razionalmente ,a fini di poeticita`. Bravura di sintesi dell’ artista , condizionato a narrare in uno spazio ristretto , imposto . Il paesaggio di Crea e` urbano , a volte simbolo , a volte ripensamento ,anzi risognamento , di paesaggio naturistico . Con spesso mari e cieli , protagonisti per narrare i personaggi umani . Un modello di questa operazione di Crea e` il doppio pannello de “Le Quattro Stagioni” . Vediamolo , per sintetizzare il cammino di decenni , tra ricerca e attese , di questo artista .

La coppia e` asse centrale : la vita . Vale questa coppia come Adamo ed Eva di sempre . Loro ,alle origini . Noi come siamo stati , se abbiamo avuto la consolante avventura di amare amandoci . Sicura verita` dell’ esistenza . Notare : Mater violata e pur sempre inviolabile , la prevalenza della Donna nella Coppia . E` Lei che mostra il volto . La bocca e` sempre la sua . In tale apparenza , che puo` essere persino scambiata per una sorta di neopaganesimo , sta invece la interiore spiritualita` dell’ artista . Lei , varco per determinare la vita e per farla entrare , rinnovata , nel mondo . In Carmelo Crea l’ ideologia di sintesi tra bellezza , vitalismo , spiritualita` erompe , a pieni ritmi , con la mente dell’ uomo di oggi . Questo e` il suo rapporto con il nudo femminile , centralita` dell’ universo . “Le Quattro Stagioni” , ciclo della presenza di noi nell’ universo e dell’ universo in noi , riassume Crea artista . Strana , simbolica anch’ essa , questa radice di  “creato” nel nome dell’ artista , “Crea” . Destino , il suo , di dedicare la propria vocazione alla narrazione della verita` creante .

“Le Quattro Stagioni” , prese a modello – ma altre sue opere hanno la medesima potenzialita` – ci comunicano la poetica dell’ artista : fusione dell’ uomo nelle cose . Il pannello “Inverno” al posto dei fiori , del grano , dei grappoli , pone il fuoco . Anch’ esso , piu` di tutti anzi , momento della vita universa nel segno della distruzione per la resurrezione . Nello stesso momento visivo riassume la base passionale dell’amore .

Da indicare , per tale analisi puntante alla spiritualita` del Corpo , il rilievo di Lei allo specchio . Evidente la luminosa bellezza della ceramica . Notare dentro il rosso della piastrella la cornice da icona : dona al nudo , tutto nudo , lo splendore interiore della sacralita`. Tutta donna di oggi , anche . L’ ideologia del corpo di Crea si sviluppa nell’ intera sua opera . A parte la sapienza artigianale in una produzione di varia ramificazione .  Come i suoi “stemmi” , carichi di una suggestione dell’ insieme , degna di attenzione critica in un settore a volte piu` arte dell’ arte intenzionalmente pura , qual’ e` l’ arte applicata .

****************

Quanto detto , e quanto ancora potrebbe dirsi sulla attualita` di questo artista , sarebbe gioco di idee e parole se in Carmelo Crea non rispondesse la qualita dell’ opera . La qualita` dello scultore . Crea e` , per le mostre , un novizio . Puo` essere indicato , persino , come un autore inedito . A suo  vanto . Entra nella scena attiva d’ artista  con la sicurezza , anche interiore , di una fase della vita spesa anche in altro lavoro . Eppure egli ha sempre , tutta una vita , pensato , faticato , piegato sulla scultura . Il risultato tecnico e` di alta presenza nella ceramica dipinta . C’ e` di piu` . C’e` un traguardo nel suo dialogo con la figura . Ogni piega , aggiunta , cavo di materia ha una funzione : ricerca luminosa , visivo-tattile . L’ occhio di chi guarda tocca con lo sguardo la scultura dipinta di Crea . Egli e` una presenza che si aggiunge alla nobile e rara arte della scultura in ceramica .

Va aggiunto , viene da una scuola di prima grandezza nell’ arte del Novecento . Maestro di Crea e` stato Giuseppe Mazzullo . Ha elaborato l’ insegnamento . Ha filtrato la presenza mazzulliana , ricavandone il proprio . Ch` e` la sua scultura . Pero` avere nel proprio passato la presenza di Giuseppe Mazzullo e` dono irripetibile . Mazzullo , nella gloriosa triade di scultura italiana della classe 1913 – Lui , Emilio Greco , Pericle Fazzini – ha di piu` sofferto la verita` del Corpo , da lui scolpito come Bellezza anche nel dolore della decadenza . Crea ha assorbito questo senso sacrale , nelle forme e nello spirito . Ne ha ricavato una propria forma . Un proprio rapporto . Il risultato e` un’ autonomia , con una sua ghiotta felicita` visiva , da godere con gli occhi . Toccare con la fantasia . Questo e` risultato d’ arte .

Giuseppe Selvaggi  (Catalogo della mostra a “Il Canovaccio”,  gennaio 1995)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.