Parla con i colori (di Eraldo di Vita)

..frequenta l’Accademia di Belle Arti e la Scuola del Nudo in Roma. Allievo di Alberto Ziveri nella pittura e di Giuseppe Mazzullo nella scultura e arti plastiche, l’arte di Carmelo Crea è contraddistinta, oltre che da una grande tecnica, dall’uso personalissimo del colore. Uomo di cultura vasta e profonda non può contenere l’esuberanza dei suoi colori nella classica armonia delle composizioni, con le prospettive ed i chiaroscuri come nella pittura tradizionale. Egli sembra parlare con i colori, comandarli a voce, allinearli… Pochi segni in uno spazio intriso di luce e di colori, pura espressione di sostanza lirica e spirituale. Carmelo Crea usa partire dalla raffigurazione della realtà, trasformandola poi in forme semplificate e appiattite attraverso l’accostamento di colori primari e secondari puri, accesi, luminosi, privi ormai di riferimento alla descrizione naturale, un procedimento che avrebbe entusiasmato Henri Matisse. La ricerca di questo artista è rivolta ad un affinamento progressivo delle figure fino a toccare, in certe situazioni, la soglia dell’astrattismo, senza l’intenzione di volerla oltrepassare.

La luce di Roma ha insegnato a questo poeta del pennello ad apprezzare la forza del colore e ad usarla in funzione espressiva: i gialli coi violetti, il rosso (suo colore preferito) col verde, il blu con l’arancio, sempre molto attento all’accostamento delle cromaticità, al loro accordo o contrasto. La forte valenza decorativa di questo artista è accentuata dalla semplificazione delle forme e dalla bidimensionalità delle figure di donna, colme di un erotismo sublimato, mai volgare. Il lavoro di Carmelo Crea rappresenta una variabile “mediterranea” e solare dell’espressionismo, dove la vivezza coloristica esprime un’autentica “gioia di vivere” che resta costante in tutta la sua produzione, dove per la prima volta in Italia il dipinto deve comporsi unicamente di colore e senza ricercare la verosimiglianza con la natura, il colore deve nascere dal proprio sentire interiore ed esprimere le sensazioni che l’artista prova di fronte all’oggetto che riproduce. Ecco perché il piacere di possedere opere di questo artista è grande, per la sua conoscenza della pittura, come avrebbe affermato Cezanne e per l’uso del colore come autonoma espressione interiore, come lo avrebbero usato Gauguin e Van Gogh.

Eraldo di Vita (EuroArte lug. ott. 2013)

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